Un discorso profetico...

16 dicembre 1944: Mussolini tiene il suo ultimo discorso al teatro “Lirico” di Milano. Uno dopo l’altro, elenca i principali responsabili dello sfacelo di una nazione, del tradimento ai danni del popolo italiano che continua imperterrito, da sessant’anni, ai nostri giorni: i Savoia, che appena tornati in Italia, tra uno scandalo e l’altro, hanno accampato pretese patrimoniali insultando un popolo italiano che sprofonda sempre più nella miseria; i grandi capitalisti, sfruttatori apolidi senza patria che “delocalizzano” la produzione dove la manodopera costa poco ma propinano prezzi “italiani” agli italiani e mettono i loro risparmi nei “paradisi fiscali”; i porporati dell’alto clero, sempre a braccetto coi capitalisti mentre una buona parola consolatoria non la negano mai a nessuno; i ‘grembiulini’ delle logge che sistematicamente, alle spalle della povera gente ignara della loro tresca, si accordano per spartirsi le ricchezze della nazione in combutta con i loro “confratelli” all’estero; gli altri gradi militari felloni, i cui ‘discendenti’ oggi tengono bordone agli USA in Iraq (non ne siamo mai venuti via: informarsi per credere), in Afghanistan, in Kosovo, al valico di Rafah… Tutti costoro, definiti “traditori” in quel profetico discorso, sono sopravvissuti indenni alla sconfitta militare dell’Italia, anzi l’hanno propiziata, ed oggi nella Repubblica delle banane ci sguazzano che è un piacere. Non è questione di "fascismo" o "antifascismo": si tratta solo di capire chi, dal 1945, è amico del padrone americano dell'Italia e dell'Europa.
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